Anton Giulio Barrili
Con Garibaldi alle porte di Roma

Anton Giulio Barrili
Con Garibaldi alle porte di Roma

Barrili ci informa che avrebbe voluto intitolare Scampagnata epica questo libro - scritto venticinque anni dopo la presa di Roma, dunque per festeggiare l'anniversario di un evento tanto atteso e sofferto; e sebbene l'idea venne poi scartata per il timore di mancare di rispetto ai tanti che in quella scampagnata avevano lasciato la vita, pure lo spiritello che l'aveva ispirata resta a informare le pagine di una narrazione che ha assai poco di militaresco e molto, piuttosto, delle «note di viaggio»: Barrili racconta infatti l'itinerario da Genova verso Roma con frequenti indugi - più da gita turistica che da marcia militare di trasferimento - su luoghi, personaggi, memorie storiche e letterarie.
Barrili insomma, mentre celebra commosso la grandezza di Garibaldi anche e soprattutto nel momento della sconfitta, di fatto intende raccontare l'intensità della vita impreziosita dal rischio e da un ideale, confortata dalla vicinanza dei compagni d'avventure in camicia rossa, vivificata dalla bellezza dei luoghi dell'arte e dai paesaggi di un'Italia che è sempre più - nelle pagine e nel sentire di Barrili - una realtà geografica e culturale finalmente posseduta e apprezzata, arricchita dalle emozioni sprigionate anche da letture lontane o più vicine; e tutto è rivissuto e descritto senza enfasi, anzi con levità e ironia: con un tono talora scherzoso che pare un velo teso a sdrammatizzare l'amarezza e la passione che Barrili, un po' per scelta stilistica un po' per pudore di ligure, tiene a bada in sé e lontane dalla scrittura.


Barrili ci informa che avrebbe voluto intitolare Scampagnata epica questo libro - scritto venticinque anni dopo la presa di Roma, dunque per festeggiare l'anniversario di un evento tanto atteso e sofferto; e sebbene l'idea venne poi scartata per il timore di mancare di rispetto ai tanti che in quella scampagnata avevano lasciato la vita, pure lo spiritello che l'aveva ispirata resta a informare le pagine di una narrazione che ha assai poco di militaresco e molto, piuttosto, delle «note di viaggio»: Barrili racconta infatti l'itinerario da Genova verso Roma con frequenti indugi - più da gita turistica che da marcia militare di trasferimento - su luoghi, personaggi, memorie storiche e letterarie.
Barrili insomma, mentre celebra commosso la grandezza di Garibaldi anche e soprattutto nel momento della sconfitta, di fatto intende raccontare l'intensità della vita impreziosita dal rischio e da un ideale, confortata dalla vicinanza dei compagni d'avventure in camicia rossa, vivificata dalla bellezza dei luoghi dell'arte e dai paesaggi di un'Italia che è sempre più - nelle pagine e nel sentire di Barrili - una realtà geografica e culturale finalmente posseduta e apprezzata, arricchita dalle emozioni sprigionate anche da letture lontane o più vicine; e tutto è rivissuto e descritto senza enfasi, anzi con levità e ironia: con un tono talora scherzoso che pare un velo teso a sdrammatizzare l'amarezza e la passione che Barrili, un po' per scelta stilistica un po' per pudore di ligure, tiene a bada in sé e lontane dalla scrittura.



Un protagonista racconta l'unica sconfitta di Garibaldi, la sfortunata battaglia di Mentana. Uno sguardo già disincantato sul Risorgimento

Un protagonista racconta l'unica sconfitta di Garibaldi, la sfortunata battaglia di Mentana. Uno sguardo già disincantato sul Risorgimento

Ufficio Stampa Rassegna Stampa VAI ALLA SCHEDA PDF
Ufficio Stampa Rassegna Stampa
Pubblicato il 18/09/2011
pagg. 152
formato cm. 15 x 21
Collana: I CLASSICI
Genere: diaristica, ricerca universitaria
ISBN 9788895010151

Prezzo di Copertina € 14.00
Pubblicato il 18/09/2011
pagg. 152
formato cm. 15 x 21
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