mercoledì 19 ottobre 2016
Dieci anni fa moriva uno dei 'quattro amici al bar'
L'allievo di Brassens "non di sinistra", liberale e radicale
di LUCIANO LANNA

Era il caldo 1977 e in Italia c'era anche chi cantava così: "Io canterò politico / quando starete zitti / e tutti i vostri slogan / saranno ormai sconfitti / quando sarete stanchi / di starvene nel coro / a battere le mani solo se lo voglion loro ...". E ancora: "Io canterò politico / ma il giorno è ancor lontano / per ora sono l'unico ad andare contromano / ma i miei finti colleghi / che fan rivoluzioni / seduti sopra pacchi / di autentici milioni / dovranno ritornare al genovesi Tenco, Lauzi, Paoli, Bindi e De André oltre che ai milanesi, che comunque avevano relazioni con i primi, Jannacci e Gaber, e all'istriano Sergio Endrigo. "Una scuola ammise il nostro Lauzi prevede maestri e allievi, e invece nessuno di noi fece da maestro né fu allievo. Anzi, più raramente si trovò un tale gruppo di vicini di casa più diversi tra loro: anche se tutti inconsciamente tesi, a dare una spallata alle belle certezze degli autori delle canzoni allora di moda, confondendo le idee che già erano poche e confuse ai discografici".
I primi, comunque, furono due compagni di banco al liceo genovese D'Oria: Bruno (Lauzi) e Luigi (Tenco). Che, innamorati del jazz, iniziano a giocare con gli strumenti musicali: Bruno col banjo e Luigi col clarino... Poi conoscono Giorgio Calabrese e Franco Reverberi: il primo lavorava al porto e introduce i due amici alla musica degli chansonnier; il va nei locali e ...

[leggi l'articolo originale su IL DUBBIO (PDF)]
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