Agostino  Mascardi

Agostino Mascardi nacque a Sarzana nel 1590. Appena diciottenne vestì l'abito della Compagnia di Gesù, che lo mandò a insegnare retorica a Parma, a Piacenza e infine a Modena, dove diventò poeta degli Estensi. Nonostante l’espulsione (1617) dalla Compagnia di Gesù, continuò l’ascesa: segretario di un cardinale, ebbe l'incarico di leggere un'orazione latina ai cardinali riuniti in conclave per eleggere il successore di Paolo V. Ma commise qualche imprudenza e fu licenziato. A Genova fu «lettore pubblico» della repubblica, incarico da cui derivarono i Discorsi morali su la Tavola di Cebete Tebano (Venezia 1627). Nuovamente al servizio di un cardinale, si spostò a Roma dove scrisse La congiura del conte Gio. Luigi de' Fieschi, che gli procurò fama e denari, e il suo capolavoro: Dell'arte historica (Roma 1636), che Croce considera il «trattato che allora faceva testo». Malato e pieno di rimorsi, Mascardi si ricoverò nella natìa Sarzana dove morì appena cinquantenne.