Sfinge  Eugenia Codronchi Argeli

Imola, 1865 - Castel San Pietro 1934

Il sermone che io sto per scrivere alle mie sorelle in Eva … sarebbe da rivolgersi anche a molti fratelli in Adamo, s’intende … ma la mia eloquenza è poca e non oso sobbarcarmi a compito così grave e così inutile! Le donne sono più docili ed hanno ancora (almeno la maggior parte) la coscienza cattolica usa alla costrizione […]. Lasciate in pace la penna, sorelle dilette, date retta a me: o se l’usate, sia per ritornare alla buona, utile nota del bucato, alla minuta del desinare […]”.

Così scriveva la Contessa Eugenia Codronchi Argeli, meglio conosciuta con l’originale pseudonimo di Sfinge, in un frizzante articolo pubblicato sul «Resto del Carlino» il 14 aprile 1912. L’esortazione alle donne e giovinette italiane... [continua la lettura su enciclopediadelledonne.it]